TORINO – Il sipario si è alzato oggi, dalle 17:30 alle 20:00, in una cornice di autentica condivisione: il Circolo ARCI di Corso Parigi. Non è stata solo una rassegna, ma il ritorno di un appuntamento ormai identitario per il panorama culturale cittadino, firmato dall’associazione Art’Es. di Federica Gili.
L’evento ha segnato un passaggio cruciale nella didattica formativa dell’associazione: l’esordio degli allievi di canto all’interno del nuovo percorso di Musica d’Insieme. Una sfida vinta, dove la voce ha abbandonato il supporto delle basi preregistrate per fondersi con il respiro, l’energia e l’imprevisto degli strumenti suonati rigorosamente dal vivo.
Un presidio di cultura: la riflessione di Riccardo, sulla “Polis”
Il Circolo ARCI di Corso Parigi si conferma uno dei polmoni pulsanti della Torino associativa, un luogo dove l’intrattenimento si fa “consapevole”. A metà serata, l’atmosfera si è fatta densa grazie a un toccante intervento di Riccardo, gestore del circolo, che ha offerto una riflessione profonda sul senso profondo del fare arte oggi. “Mentre le cose materiali hanno un valore di mercato preciso e quantificabile, l’arte e la musica sfuggono a questa logica,” ha sottolineato Riccardo. “Il loro valore è incommensurabile perché non è intrinseco all’oggetto, ma dipende interamente dalle persone che lo abitano, dal pubblico che sceglie di seguire e sostenere gli artisti. È una condizione che definisce noi occidentali sin dai tempi della polis greca: la musica e l’arte non sono beni di consumo, ma esperienze collettive che esistono solo nell’incontro sociale.”
Art’Es.: la voce come strumento totale dal 2006
Nata dalla visione di Federica Gili — vocal coach e cantante professionista — Art.Es. è un laboratorio multidisciplinare senza scopo di lucro finalizzato alla promozione delle discipline performative. Il metodo Gili abbraccia la performance a 360°: dalla tecnica vocale pura alla logopedia e foniatria, fino alla postura e alla scrittura creativa.
L’appuntamento odierno fa parte di un format consolidato che alterna serate a tema nei locali della cintura torinese a prestigiosi set con musicisti professionisti. L’obiettivo è preparare i discenti al “palco vero”, quello dove il dialogo con la band richiede un ascolto e una gestione emotiva che solo il live sa restituire.
La scaletta: un viaggio tra generi e generazioni
Sul palco, sostenuti da una band d’eccezione composta da Pietro Antonelli (batteria), Alberto Occelli (pianoforte e violino), Alessandro Di Falco (basso) e Federico Verdini (chitarra), si sono alternati talenti con interpretazioni di grande spessore:
Giorgia ha aperto con l’energia di La Noia, seguita dalle intense prove di Irene Pagano (End of Beginning) e Francesca Russo (I See Red).
Daniele Granzotto ha guidato il set attraverso classici come Domenica Bestiale, Ti Muovi e la vibrante Oggi sono io.
Dina Mancini ha regalato momenti di puro pathos con Una rosa blu, Cambiari e l’immortale Minuetto.
Annalisa Elia, accompagnata al pianoforte da Mauro Ventura, ha emozionato con un trittico potente: Skin, Purple Rain e Vivi davvero.
Claudia Schiavone ha mostrato grande grinta in Science Fiction e What’s Up, affiancata dalla chitarra di Marco Vacca.
Viola Alessi ha esplorato le sfumature della contemporaneità con Irraggiungibile, Mad About You e Your Power.
Michele Fasano ha portato profondità interpretativa con Wicked Game, Impressioni di Settembre e All I want is you.
Il gran finale è stato affidato a Fabiola Trombetta & Annalisa Ferrarotti che, con Albus al piano, hanno proposto un originale Mash up e la versione acustica del brano “Louder“ della band flower of Myra la cui front vocal è proprio Annalisa Ferrarotti.
L’evento si è concluso con il calore di un pubblico consapevole, confermando che quando il sipario si apre sulla passione e sullo studio, il valore dell’arte torna a essere un bene comune, proprio come nell’antica agorà.

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